Recensione “Il passaggio” di Rino Romano

“Il passaggio” è il libro con cui Rino romano hai esordito nel mondo della scrittura.

Il professor Romano, laureato in filosofia nel 1971 presso l’Università di Palermo, ha insegnato a Verbania, sul Lago Maggiore dove è stato impegnato anche nel sindacato.

L’opera in questione si presenta cone un insieme di racconti che hanno come protagonista Nino, un meccanico e proprietario terriero.

Le storie delineano momenti diversi della vita del protagonista, ora Nino ora don Nenè, che proietta il lettore in un mondo apparentemente lontano: la Sicilia di circa un secolo fa.

I vari racconti riescono a creare un quadro generale dei costumi e dei modi di questa gente al contempo così lontana e vicino a noi.

Uno dei pregi del libro riguarda l’ordine delle storie, il quale non essendo cronologico, riesce ad attrarre maggiormente il lettore che segue il narratore in una progressiva scoperta di don Nenè e della società del suo tempo.

Per questo motivo i racconti nel loro insieme potrebbe anche costituire un romanzo.

Un’altra particolarità del libro riguarda il linguaggio utilizzato che consiste in un dialetto adattato all’italiano, ovvero un linguaggio regionale.

Tuttavia bisogna dire che l’autore, per aumentare il legame tra linguaggio regionale e dialetto, utilizza spesso punti esclamativi, alcuni esclamazioni dialettali e la parola “che” intesa come “perché”.

Il libro è molto scorrevole e interessante per la società che descrive; inoltre i racconti, pur essendo collegati tra loro, si “reggono da soli” poiché riguardano azioni che iniziano e finiscono nello stesso racconto lasciando tuttavia qualche piccola nuova curiosità nel lettore.

“Il passaggio” si presta ad essere letto da qualunque lettore grazie ad una narrazione rapida, semplice ma non scontata.

È dunque molto facile immedesimarsi in don Nenè e riuscire a vedere un piccolo paese che si ferma del tutto davanti ad un funerale.

È possibile sentire la paura del protagonista che si ritrova ad accompagnare un pericolosissimo bandito.

Tutte le descrizioni sono, insomma, molto precise ma non pesanti; anzi il lettore non si stancherà mai sicuramente, ma racconto dopo racconto sarà sempre più curioso di vedere qualche altro frammento di quell’affascinante comunità di cui si narra.

Personalmente sono stato molto colpito in positivo da questo libro di Rino Romano che mi ha permesso di conoscere meglio le mie radici in quanto siciliano.

Ovviamente consiglio “Il passaggio” anche a coloro che non sono siciliani ma vorrebbero conoscere meglio il passato della Sicilia da un punto di vista innovativo, quello di un uomo semplice (don Nenè è solo un meccanico).

Davvero un attimo libro che consiglio a tutti anche soltanto per il piacere di leggere delle storie semplici e allo stesso tempo affascinanti.

Articolo di Luciano Pagano